Categoria: VALLE DEL SACCO

Il Consiglio Comunale del 18 marzo 2016 ha approvato con il voto contrario dei tre consiglieri di minoranza la Delibera n.55 del 25 febbraio 2016 riguardante l’avviso esplorativo di manifestazione di interesse per l’acquisto della ex –Polveriera.
I rappresentanti di Legambiente, di Anagni Viva e Retuvasa, presenti alla seduta, ritengono di confermare anzitutto le motivazioni contrarie alla vendita, espresse nei rispettivi documenti inviati alla stampa e, per quanto riguarda il dibattito svoltosi nella Sala della Ragione, debbono constatare che la motivazione unica per giustificare la vendita, affermata dal Sindaco e ribadita dall’ Assessore al Bilancio, consiste nelle necessità economico-finanziarie del Comune, ridotto allo stremo dall’ insostenibile peso del mutuo da pagare per l’ acquisto dell’ ex- Polveriera !
Una tale unanimità di intenti da parte dei Consiglieri di maggioranza ha meravigliato non poco, perché essi hanno dato l’impressione di non conoscere affatto il territorio del quale hanno decretato l’alienazione, avendo avallato le parole di introduzione del Sindaco che ha descritto i 180 ha della ex- Polveriera come un terreno insidioso caratterizzato solo da buche, cavità, edifici fatiscenti , una ciminiera pericolante e pecore morte.
Ciò contrasta con la nostra esperienza: della ex-Polveriera ci occupiamo da oltre 10 anni durante i quali abbiamo percorso più volte, sempre autorizzati dall’Amministrazione comunale, i sentieri di un luogo naturalisticamente ameno, mostrandolo a docenti universitari di discipline agrarie, a responsabili di cooperative e di organizzazioni onlus. Tutti gli esperti interpellati si sono sempre stupiti della sordità delle nostre amministrazioni alle proposte e ai progetti presentati per l’ utilizzo, anche parziale ma remunerativo, dell’ area.
Purtroppo le nostre preoccupazioni per decisioni improvvide sono state confermate in buona misura e sono così riassumibili:

  1. L’alienazione di un Patrimonio di enorme valore per la collocazione territoriale strategica, per la funzione naturalistico-ambientale, per le molteplici possibilità di destinazioni d’ uso ecosostenibili, rappresenta un errore politico, economico e culturale, per cui non può e non deve essere venduto ma valorizzato e mantenuto in quanto Bene Comune. 
  2. L’ avviso esplorativo allegato alla delibera presenta comunque aspetti che lasciano aperti molti interrogativi sulle modalità di espletamento attuativo.
  3. Non sono state prese in considerazione altre prassi, abituali in queste operazioni riguardanti ingenti patrimoni pubblici da mettere a reddito, che mantengono la proprietà del Bene all’ Ente Pubblico.
  4. Le eccezioni sollevate dal consigliere di minoranza Daniele Natalia non ci sembrano strumentali, in quanto tempi molto ristretti non darebbero modo di presentare una proposta economica avallata da seri Istituti di credito, a meno che non ne sia disponibile già una da sottoporre ad esame.

Prendiamo atto che sono stati sottolineati i vincoli che presiederanno alla valutazione dei progetti che ci si attende di ricevere e che sia stato ricordato quello più condizionante, rappresentato dal fatto che l’ area dell’ ex- Polveriera è compresa nel SIN la cui procedura di bonifica dei territori interessati è stringente e fa riferimento ad una autorità nazionale, evidentemente superiore ai poteri amministrativi del comune.

Ci preme ricordare che le Associazioni sono state coinvolte ai tavoli sull’ambiente nella Valle del Sacco e che si sono impegnate nelle riunioni dei Comuni del territorio e nelle Conferenze dei Servizi presso la Regione Lazio, mentre per una decisione così importante, proprio per l’ economia di tutta la Valle del Sacco, oltre che per le ragioni patrimoniali e ambientali, sono state totalmente ignorate.
Nella seduta del Consiglio Comunale che deliberò l’ acquisto si volle ascoltare l’ opinione dei rappresentanti delle Associazioni presenti , mentre l‘ analoga richiesta di un consigliere di minoranza durante lo svolgimento dell’ ultimo Consiglio è stata respinta, con una decisione, sia chiaro, del tutto regolare e legittima, poiché non si trattava di un Consiglio “aperto” , ma che ha messo in luce, comunque, l’assenza di “ fair play” politico.

Si  ha la conoscenza e la consapevolezza che la questione ex- Polveriera non è una cosa che riguarda solo il Comune di Anagni, ma Provincia, Regione e Stato centrale, se si vuole dare un segnale convincente che c’è la volontà di risanare quest’area?

L’amministrazione comunale si è più volte espressa favorevolmente, anche in sede di Tavolo dei Sindaci per l’Ambiente della Valle del Sacco, alla proposta di aderire al “Contratto di Fiume per il Sacco”, protocollo volontario e vincolante per la riqualificazione del territorio. Ma i “ tavoli “ di lavoro continueranno ad essere soltanto occasioni per smerciare belle proposte vuote di contenuti o strumenti effettivamente operativi ?
Al Sindaco Bassetta e ad alcuni consiglieri dell’attuale Amministrazione diciamo che non si possono ascoltare le Associazioni solo quando lo si ritiene opportuno o per colmare lacune in ambiti specifici e di conoscenza del territorio ed è necessario darsi una veste di pluralismo e di democrazia, quando invece sarebbe possibile e auspicabile uno scambio di opinioni in un dialogo propositivo e finalizzato ad un definitivo Stop al Consumo di Suolo e a Nuovi Impianti potenzialmente inquinanti per concretizzare la improcrastinabile bonifica ambientale.
ANAGNI VIVA

DAS

LEGAMBIENTE

RETUVASA

Anagni 23 marzo 2016

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