Una mattinata con “Puliamo il mondo”

“Puliamo il mondo”, la più grande manifestazione di volontariato ambientale promossa da Legambiente su tutto il territorio nazionale, ha coinvolto anche il comune di Anagni in questa luminosa giornata di settembre.

L’iniziativa è stata organizzata dal circolo di Legambiente di Sgurgola in collaborazione con l’amministrazione comunale di Anagni. Anche in questo caso, come nel Coordinamento dei Sindaci per l’Ambiente, le questioni ambientali superano ed annullano i confini geografici ed amministrativi: l’ambiente è di tutti e la sua tutela deve vedere coinvolto il più ampio numero di partecipanti.

Quando poi, come in questo caso, si uniscono la determinazione e l’entusiasmo di Olga Kozarova, presidente del circolo Legambiente Monti Lepini di Sgurgola, e la fattiva partecipazione di Anagni, il risultato è garantito!

In una mattinata di lavoro siamo riusciti a raccogliere una cinquantina di sacchi di rifiuti di varia natura, dalle bottigliette di plastica ai copertoni degli pneumatici, segno evidente dell’incuria di quanti ritengono opportuno liberarsi dei propri rifiuti lasciandoli nell’ambiente, inconsapevoli del grave danno che il loro gesto arreca all’ecosistema.

Quanto avrebbe impiegato la natura a decomporre e metabolizzare i rifiuti che abbiamo raccolto?  Vi propongo un momento di riflessione con l’aiuto di questi numeri:

Tempi medi di degradazione naturale dei rifiuti nel terreno:
• Una gomma da masticare (5 anni)
• Una lattina d’alluminio per bibite (10 -100 anni)
• Un contenitore di polistirolo (oltre 1000 anni)
• Schede telefoniche, ricariche e simili (oltre 100 anni)
• Un mozzicone di sigaretta (1-2 anni)
• Il torsolo di una mela (3 mesi)
• Fiammiferi o cerini (6 mesi)
• Giornali e riviste (6 mesi, più di 10 anni)
• Una bottiglia di vetro (circa 400 anni)
• Una bottiglia o un sacchetto di plastica (100-1000 anni)
• Piatti e posate di plastica (100-1000 anni)
• Un pannolino usa e getta (circa 400 anni)
• Indumento di lana o cotone (1 anno)
• Fazzoletti e tovaglioli di carta (3 mesi)
• Un cartone di latte o succo (1 anno)
• Una scatola di cartone (2 mesi)

Fonte: http://www.ecowarriors.it

Sono numeri che colpiscono.

La natura non ha i mezzi per combattere le nostre negligenze e noi abbiamo il dovere di vivere con il minimo impatto sull’ambiente.

I rifiuti sono, citando Legambiente, uno dei problemi più urgenti per il futuro del pianeta, non possiamo più ignorarlo.

Il coinvolgimento degli studenti del Liceo ha avuto un significato profondo, ben oltre il gesto materiale. I ragazzi hanno “toccato con mano” la realtà dell’abbandono dei rifiuti e, contemporaneamente, hanno potuto riflettere e confrontarsi con gli esponenti di legambiente Lazio presenti – Roberto Scacchi, presidente e Valentina Romoli, responsabile progetto “ambiente e legalità”, su temi importanti per il loro futuro.

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Gli studenti del Liceo di Anagni con Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio

La Valle del Sacco è, come è ben noto e suo malgrado, teatro di gravi forme di degrado ambientale. Aria, acqua e suolo sono fortemente compromessi e, di certo, iniziative come quella odierna, potrebbero apparire solo come una goccia nell’oceano di cose che si potrebbero e dovrebbero fare.

Tuttavia, è importante che si faccia qualcosa anche solo simbolicamente. Serve a noi come monito ed impegno, serve ai giovani per essere più consapevoli dell’importanza dei propri gesti e serve all’ambiente, che se pure in minimo ammontare, oggi si è alleggerito di un carico di rifiuti.

Rita Ambrosino

Ampio spazio all’iniziativa su www.anagnia.com: qui le video interviste!

 

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Questo è il commento di Olga Kozarova sulla giornata:

Una bella giornata all’insegna dell’impegno civico e della tutela dell’ambiente ha visto coinvolti nella mattina del 26 settembre volontari di Legambiente, cittadini, amministratori di Anagni e studenti del’IIS Anagni.

L’iniziativa si colloca nell’ambito di “Puliamo il Mondo” la più grande manifestazione di volontariato ambientale promossa da Legambiente e facente parte del progetto mondiale “Clean Up the World”.
Questa di Anagni è stata organizzata dal nostro circolo in collaborazione con l’amministrazione comunale di Anagni e ha trovato nel sindaco Fausto Bassetta un convinto sostenitore.
La mattinata di lavoro lungo la strada ASI nei pressi dello svincolo A1 di Anagni, ha consentito ai responsabili di Legambiente presenti, Valentina Romoli e Roberto Scacchi di parlare al sindaco Bassetta dei programmi di educazione “ambiente e legalità” promossi da Legambiente e diretti soprattutto alle scuole. Il sindaco ha assicurato interesse e sollecitato proposte fattive da valutare per le prossime iniziative.
Ringrazio molto tutti quelli che hanno partecipato e collaborato: le guardie ambientali di Fiuggi, la polizia locale di Anagni, gli studenti e il professor Liberati che li ha accompagnati, i cittadini di Anagni, Sgurgola e Morolo che sono intervenuti.
Un ringraziamento particolare è dovuto al sindaco Fausto Bassetta e all’amministrazione comunale di Anagni per la entusiastica e fattiva collaborazione.

Olga Kozarova

Presidente circolo Legambiente Monti Lepini – Sgurgola

 

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Mirko, che ha “pulito il mondo” preparando la pizza per la merenda!
Fausto Bassetta, Olga Kozarova e una delle guardie ambientali di Fiuggi.  Organizzazione, prima di tutto!
Fausto Bassetta, Olga Kozarova e una delle guardie ambientali di Fiuggi.
Organizzazione, prima di tutto!

 

 

 

 

 

 

E’ un rifiuto qualsiasi materiale derivato da una attività umana e destinato all’abbandono o alla distruzione. I rifiuti sono classificati come urbani o speciali, a seconda della loro origine, e pericolosi o non pericolosi, a seconda delle loro caratteristiche. Gli scarti domestici, anche quelli ingombranti, l’immondizia, gli scarti vegetali provenienti da giardini e parchi: sono questi i rifiuti urbani. Quelli speciali, invece, derivano da lavorazioni industriali, da attività commerciali, dal recupero e smaltimento di rifiuti urbani; sono fanghi prodotti da trattamenti e dalla depurazione delle acque reflue, le sostanze e gli oggetti di risulta dell’attività sanitaria e le apparecchiature dei veicoli a motore. I rifiuti pericolosi, urbani o speciali, sono tutti quelli che contengono al loro interno dosi elevate di sostanze pericolose: come i medicinali scaduti o le pile esauste (rifiuti urbani) o gli scarti della raffinazione del petrolio, dell’industria chimica, metallurgica, conciaria e tessile (speciali) e che quindi devono essere gestiti con procedure specifiche.

La produzione e la gestione dei rifiuti negli ultimi decenni ha mostrato una crescita tale – dalla metà degli anni ‘90 quella italiana è quasi raddoppiata – da farne uno dei problemi più urgenti per il futuro del pianeta. Oggi, infatti, la maggior parte finisce in discarica o viene incenerita. Mentre le opzioni più efficienti restano residuali: il Riuso, la Raccolta differenziata e il Riciclo dei rifiuti, insieme alla Riduzione in fase di produzione, sono invece i pilastri di una gestione integrata (la strategia delle “4R”) capace di dare una soluzione di lungo termine al problema, consentendo di risparmiare materie prime e ridurre l’uso delle discarica, e quindi anche lo sfruttamento e l’inquinamento del suolo.

(Fonte www.legambiente.it)