Presentazione libro e incontro con l’autrice.

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Stefania Laurora

Il libro in due parole
…”No, non sono schizofrenica. Sono borderline. Almeno così dicono”, gli risposi sogghignando, come se la cosa fosse divertente.
“E cosa vorrebbe dire borderline? Che razza di diagnosi è? A ridosso di quale confine ti troveresti? In quale terra straniera avresti paura di mettere piede? In quella della normalità o in quella della follia?”
C’era poco da scherzare. O di qua o di là. Stare nel mezzo era proprio da vigliacchi, aveva ragione lui…
All’ombra di una donna che vive la vita con buonsenso e ironia, si nasconde il demone della malattia mentale. La protagonista lo affronta a viso aperto, riflettendo sulla natura degli stati di alterazione psichica che sperimenta, ripercorrendo le esperienze dei ricoveri, ed interrogandosi su quale sia il confine tra ragione e follia.

Come nasce il libro
Il libro nasce come collezione di racconti e pensieri sciolti, scritti negli stati di abbattimento e di illuminazione che hanno caratterizzato la mia lotta con la malattia mentale.
Esso è dedicato non solo a coloro che vivono direttamente o indirettamente la malattia mentale, ma anche ai lettori lontani dal problema, poiché contiene vissuti e spunti di riflessione comuni a tutti.
Chi non è mai stato depresso, agitato, innamorato, arrabbiato, felice, a volte dissociato? Di questo il libro parla, dell’umano caleidoscopio di esperienze di percezione ed elaborazione della realtà.
La malattia mentale non fa che amplificare queste esperienze. Ecco perché non dobbiamo temerla: in essa non vi è nulla di sconosciuto.

www.stefanialaurora.com

 


 

Il libro di Stefania Laurora “Solo un salto. E la ragione diventa follia”  pone il lettore dinanzi alla fruizione di una sorta di diario della protagonista. Diario nel quale l’autrice non appunta solamente episodi e momenti centrali della sua vita (il matrimonio e la nascita della figlia, per citare i più rilevanti) ma anche la carica emotiva che la investe in ogni circostanza (come avviene nella attenzione che mostra nel dipingere un tiepido rapporto con la figura materna causa, forse, di alcuni problemi psicologici che poi sorgeranno in lei) e le avvisaglie, i prodromi o le reazioni sintomatiche del deterioramento del suo stato di salute psichica.

Perché il romanzo tratta proprio di ciò: del labile e mai indovinabile confine che separa la razionalità dalla follia….continua a leggere la recensione di Lorenzo Spurio.