NO alla vendita della POLVERIERA

PERCHE’ “ ANAGNI VIVA “ DICE NO

ALLA DECISIONE DI VENDERE L’ EX- POLVERIERA

Assoggettata ai vincoli del Demanio Militare l’ ex- Polveriera aveva complessivamente una destinazione urbanistica come area agricola.
Pertanto non è un sito utilizzabile per “ innovazioni “ tecnologiche” o per “tutte le funzioni di pubblica utilità” ( allegato delibera G.C. n. 55, par. 3.0)

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“Anagni Viva”, associazione Culturale per la difesa del Patrimonio Storico, Artistico e Ambientale di Anagni e del suo territorio,  condivide appieno le argomentazioni espresse nei documenti di Legambiente e di Re.Tu.Va.Sa.  contrarie alla vendita dell’ ex-Polveriera e sottolinea l’ indignazione e la preoccupazione dei cittadini e dei Comitati che si sono interessati alla destinazione dell’ area, sin da quando venne dismessa dal Demanio Militare.alberata_1

L’acquisto dell’ area da parte del Comune di Anagni, previo esercizio del diritto di prelazione in virtù della delibera di Consiglio Comunale n. 23 del 05.11. 09, avvenne all’ unanimità, con atto n. 4686 del 25.11.2010 per un costo di 6.000.000 di Euro , con il quale si riconobbe l’ importanza strategica, sotto il profilo naturalistico-ambientale, di un territorio dalle enormi potenzialità di sviluppo che mai sarebbero state a carattere privatistico o incompatibili con la difesa del territorio.
L’amministrazione comunale di Anagni guidata da Fausto Bassetta ha disconosciuto questo valore annullando la precedente delibera dell’ 8.11.2013 che predisponeva un avviso pubblico per la concessione dell’ area in diritto di superficie e decidendo per la vendita ma svendendo di fatto un patrimonio della cittadinanza di valore altissimo, quando, invece, l’alienazione del diritto di superficie permetterebbe il ritorno del bene alla comunità locale, anche fra cento anni.
Si disconosce, così, il valore di un bene comune che finora si è stati incapaci di valorizzare e si rafforza la convinzione della carenza di idee e di lungimiranza politica mentre ci si ostina a raccogliere consensi immediati, trascurando o ignorando gli interessi delle generazioni presenti e future.
Sono ben noti, se si vogliono prendere in considerazione, i modelli di investimenti virtuosi, non particolarmente onerosi ed economicamente remunerativi, attraverso concessioni, anche parziali di suolo per la realizzazione di strutture a diversa tipologia: ricreative, sportive, agricole, socialmente utili, per Centri di attrazione culturale e di ricerca, anche universitaria, per l’ organizzazione di manifestazioni e spettacoli all’ aperto, riqualificando anche le cubature edilizie esistenti.
Il tutto consentirebbe la creazione di posti di lavoro in numero non trascurabile, attivando, attraverso la Regione, l’ accesso ai fondi europei.
L’ ex- Polveriera, per chi la conosce veramente, permette tutto questo, anche se gravata da obblighi di bonifica e di caratterizzazione molto vaghi e indefiniti, costantemente ricordati con il solo obiettivo immediato di svalorizzare il bene.
In realtà, gli interessi sviluppatisi attorno a questa vicenda con i progetti privati più disparati, l’ aspra discussione sorta in campagna elettorale, la decisione sulla vendita immediatamente espressa, subito dopo le elezioni, lasciano aperto l’interrogativo su scelte già fatte, prima ancora di essere eletti.
Non basta istituire l’Ufficio Ambiente per riconoscere l’importanza della cura del territorio o denunciare qualche industriale che scarica nel Fiume Sacco un secchio di liquame, per tutelare la salute e la qualità della vita della popolazione, ma è indifferibile in primo luogo attuare scelte politiche coraggiose miranti alla protezione del suolo, alla tutela della permeabilità dei terreni, alla tutela della biodiversità, allo sviluppo della attività purificatrice del metabolismo vegetale, all’ esclusione dell’’attività antropica e della cementificazione su terreni incontaminati o biologicamente recuperabili.
E non basta fissare “paletti” assai poco convincenti, perché tutti da verificare, per garantire che non saranno possibili interventi non- ecosostenibili.

Nel territorio di Anagni esiste un’ area industriale cosiddetta “ mista” (industriale, direzionale, commerciale, servizi ) che risulta parzialmente utilizzata in termini di territorio occupato; sono inoltre decine le aziende dismesse che hanno abbandonato un notevole patrimonio edilizio, per lo più costituito da capannoni industriali: un esempio per tutti è la Videocon con l’ attiguo indotto che rappresenta
un’ esperienza già vissuta di industrializzazione calata dall’ alto, contro i vantaggi del sostegno a tante realtà imprenditoriali autoctone.
Le indicazioni ministeriali ed europee suggeriscono per nuovi insediamenti di espansione urbanistica e infrastrutturale di accedere ad aree esistenti già utilizzate e dismesse, per non procedere ad ulteriore consumo di suolo.
Perché l’ area dell’ ex- Polveriera dovrebbe eludere queste indicazioni ?

Occorre dire che sarebbero necessarie iniziative per far conoscere ai cittadini l’ ex-Polveriera affinché nascesse la consapevolezza del valore del patrimonio pubblico che la vendita sottrarrebbe all’ intera comunità e affinché anche loro potessero esprimersi sulla sua destinazione d’ uso.
Nella primavera del 2015 i rappresentanti dell’Associazione Anagni Viva e di Legambiente proposero al Sindaco di ripristinare le attività agricole, di aprire le porte del deposito alla visita attraverso un circuito interno sicuro e di autorizzare l’ organizzazione di una Festa campestre, allo scopo di fare conoscere il luogo alla popolazione. Tutte le proposte furono rifiutate per motivi di sicurezza e a nulla valse ricordare che il terreno dell’ex deposito era stato da sempre affidato dai militari all’attività agricola e di pascolo. Anche la richiesta di rinnovare la concessione al pascolo rilasciata ai contadini e ai pastori fino al 2014, i quali provvedevano anche allo “ sfalcio” dell’ erba , per prevenire il rischio reale di incendi, non fu tenuta in alcun conto.

Se, dunque, l’ Amministrazione confermerà e darà attuazione alla delibera n. 55 del 25 .02. 2016 e all’ allegato che costituisce lo schema dell’ Avviso esplorativo darà conferma che la decisione di vendere l’ex-Polveriera ha come unico obiettivo lo scopo immediato di trarre valore finanziario da un Bene Pubblico Comune, inseguendo logiche puramente ragionieristiche.
Anagni Viva chiede al Sindaco e al Consiglio Comunale di valutare questa scelta con grande senso di responsabilità e di rispetto verso la comunità cittadina.